Anche per questo mese, l’associazione vi invita a seguire il consueto appuntamento con il Pagan Meeting.
Mercoledì 29 Febbraio
Presso il St. Martin Pub
Corso San Martino 0/B
ore 19:30 – 22:00
Chi oggi vuole definirsi pagano, o comunque riallacciarsi alle antiche religioni, non può ignorare la storia che egli fa propria. Come non si può far finta che nulla sia cambiato e ricreare un’utopia di rievocazione del passato, dal momento che l’essenza della religio pagana è anche il suo viverla nella vita, cancellando artificiosamente la distanza storica tra noi e gli antichi, così non si può ignorarla, evitando di guardare al passato, con il rischio di ripetere gli stessi errori.
La memoria soprattutto delle difficoltà passate è fondamentale e non si può assolutamente far finta di non vedere i massacri e le distruzioni a cui i pagani sono andati incontro nella storia. Un pagano che voglia dirsi tale non può credere che bastino delle scuse a cancellare con un colpo di spugna la polvere dei templi fatti abbattere da Costanzo e dai suoi successori, il sangue dei Sassoni sterminati da Carlo Magno, le ceneri delle streghe arse sul rogo. Né può sopportare che questo avvenga nella società in cui egli vive.
Cercare e dare la conoscenza di questi fatti: ecco lo scopo che si prefigge la proposta di un giorno pagano europeo della memoria, un giorno in cui ricordare gli orrori per non dimenticarli. Ma anche un giorno in cui celebrare la rinascita del paganesimo, perché se c’è un giorno pagano della memoria, significa che ci sono pagani che ricordano.
Occorre quindi fissare una data che tutti i gruppi possano celebrare, con attività di divulgazione innanzitutto, dato lo scopo della ricorrenza, e con i riti che ciascuno si sentirà. Probabilmente si potrebbe istituire un giorno della memoria per quante sono le nazioni europee, fissando una data significativa, ed è auspicabile che ogni gruppo pagano lo faccia davvero. Tuttavia propongo come data comune una data che può essere considerata significativa del processo di annientamento del paganesimo che prese il via in Europa e che durò, a partire da questa data, pur trattandosi di un processo cominciato molto prima, quasi un millennio esatto. La data è il 24 febbraio: l’anno era il 391 e.v. e in questo giorno fu emanato l’editto di Teodosio a carattere generale, che proibiva tutte le forme di culto e persino di guardare le statue degli dei. Altri ne seguirono lo stesso anno dello stesso tenore; ma quello che è più importante e che fa propendere per questa data è che quell’anno si spense il fuoco di Vesta nel tempio di Roma. Un simbolo dell’oscurantismo che, già cominciato in realtà sotto Costantino, era destinato a dilagare fino al 1386 e.v., con la conversione ufficiale della Lituania, ultimo paese europeo rimasto pagano, e che era già stato annunciato undici anni prima dall’ultimo Ierofante del culto di Eleusi.
Dal sito: www.giornopaganomemoria.it
In occasione di questa giornata l’associazione Asen invita ad un momento di preghiera e riflessione in ricordo di tutti coloro che in passato hanno dato la vita per preservare le antiche tradizioni.
Anche solo l’accensione di una semplice candela è di per sè sufficiente per partecipare, in modo simbolico, al ricordo legato a questo giorno.
Imbolc (o anche Oimelc) e’ l’antica festa irlandese del culmine dell’inverno, che cadeva tradizionalmente il 1 febbraio, nel punto mediano tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera. La celebrazione iniziava tuttavia al tramonto del giorno precedente, in quanto il calendario celtico faceva iniziare il giorno appunto dal tramonto del sole. Il termine Imbolc in irlandese significa ”in grembo”, in riferimento alla gravidanza delle pecore, cosi’ come Oimelc sta per “latte ovino”, a indicare che in origine si trattava di una festa legata alle pecore da latte. In questo periodo venivano infatti alla luce gli agnellini e le pecore producevano latte. Il latte fresco, il formaggio, il burro e il siero di latte, per non parlare dei pasticci fatti con le code mozzate degli agnelli, costituivano spesso la differenza tra la vita e la morte per le persone anziane e i bambini, durante il gelo pungente di febbraio. La festivita’ celebrava la luce, che si rifletteva nell’allungamento della durata del giorno, e nella speranza per l’arrivo della primavera. Era tradizione celebrare la festa accendendo lumini e candele. In epoca cristiana la festa di Imbolc venne equiparata alla Candelora. Poiche’ la festa pagana era sotto gli auspici della dea Brigit, si trasformo’ nella ricorrenza di Santa Brigida.Nel mondo romano la Dea Februa (Giunone) veniva celebrata alle calende di febbraio. Non e’ corretto tuttavia affermare che la festa cristiana della Candelora, celebrata il 2 febbraio, sia subentrata all’antica ricorrenza di Imbolc. Innanzitutto non esiste nessuna evidenza del fatto che Imbolc fosse celebrata in epoca pre-cristiana al di fuori dell’Irlanda (da cui provengono gli unici resoconti scritti), mentre la festa della Candelora ha origine nel bacino del Mar Mediterraneo. L’una e l’altra festa coincidono in quanto appartengono entrambe al calendario astronomico-stagionale, essendo il 1 febbraio il punto equidistante tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera. Nel neopaganesimo Imbolc e’ uno degli otto sabbat, che attualmente si celebra il primo o il 2 febbraio (quest’ultima data piu’ utilizzata in America, forse per una confusione con la Candelora). Nell’emisfero sud si celebra in agosto.
Come per ogni festa della Ruota dell’Anno, l’associazione offre la possibilità a chiunque fosse interessato, di partecipare alla celebrazione. Si tratta di un momento sacro che, come tale, richiede serietà e la giusta moderazione ad ogni partecipante. I festeggiamenti sono previsti per la notte a cavallo fra mercoledì 1 febbraio e giovedì 2 febbraio.
Chiunque volesse avere maggiori informazioni circa la partecipazione (gratuita) è pregato di scrivere all’indirizzo e-mail:
(L’opera pittorica pubblicata in questa pagina è di Wendy Andrew)
L’associazione Asen sta organizzando una nuova mostra artistica multidisciplinare intitolata “Fenix” prevista per il mese di maggio. Il tema è la Rinascita dell’artista che affronta sè stesso in un complesso viaggio interiore durante il quale si confronterà con i suoi archetipi inconsci e più profondi. Al termine di questo cammino, egli affronterà la Morte, qui intesa come momento di passaggio necessario per rinascere a nuova vita – come l’araba fenice, simbolo della manifestazione.
Se possedete un’anima artistica e il tema vi attrae, siete invitati a partecipare alla selezione inviando un massimo di tre opere all’indirizzo e-mail: torino@assoasen.org entro – e non oltre – il 31 marzo 2012.
Verranno scelti i lavori più originali e attinenti al tema.
Gli artisti scelti parteciperanno gratuitamente all’esposizione e saranno inseriti all’interno del catalogo edito dall’associazione.
Per info: torino@assoasen.org
E’ in via di elaborazione il nuovo numero di Artemisia, bollettino ufficiale dell’Associazione.
Con la prossima uscita, Asen inaugura il terzo anno di pubblicazione della rivista che si è distinta nel panorama letterario del settore esoterico per serietà e competenza.
Chiunque fosse interessato a reperire i numeri arretrati o a partecipare con un articolo, può scrivere a: info@assoasen.org
In occasione delle festività natalizie, il Pagan Meeting di questo mese è rimandato.
Il prossimo sarà il 25 gennaio 2012.
Buone vacanze!!
Il prossimo Pagan Meeting torinese sarà
mercoledì 30 novembre 2011.
Ci si riunisce al St. Martin Pub
C.so S. Martino 0/B
Torino
Dalle 19.30 alle 22.
Il 22 e 23 ottobre 2011, l’Associazione ASEN di Torino ha organizzato una mostra artistica intitolata “Spiriti dimenticati” presso la Sala delle Arti del Parco C. A. dalla Chiesa di Collegno (TO) con il patrocinio del Comune di Collegno.
“A metà Ottocento, il malato mentale era un individuo socialmente pericoloso, instabile, più vicino alla condizione bestiale che a quella umana. Erano considerati “malati” non solo coloro che presentavano effettivi disturbi psichici, ma anche l’epilessia ed un’eccessiva ambizione autorizzavano l’emarginazione sociale fra le mura di un istituto psichiatrico. Le cure più all’avanguardia prevedevano salassi, prolungate docce fredde e somministrazione di oppiacei per i pazienti più irrequieti. La sofferenza e la rabbia spesso conducevano a violente ribellioni, ancora oggi testimoniate dai numerosi documenti.
L’abolizione ufficiale dei manicomi avvenne nel 1978 con la Legge Basaglia, ma ad oggi la frustrazione, la violenza ed il senso di impotenza di quei luoghi vive ancora all’interno di una categoria sociale “dimenticata”, quella delle donne, ogni giorno costrette a combattere per la loro affermazione intellettuale e sociale.
La mostra Spiriti dimenticati intende essere un ponte fra passato e presente: l’immagine del manicomio, simbolo di ignoranza e follia, diviene metafora della condizione interiore della donna di oggi, sempre più spesso surclassata e degradata a strumento di mero piacere estetico, anziché essere considerata forza e risorsa sociale oltre che generativa.
Fotografia e pittura, passato e presente si mescolano e si fondono in un linguaggio comune che fa della sofferenza psicologica e sociale uno strumento di riscatto e motivo di ribellione per la riconquista non solo dei diritti e della dignità della donna, ma riguardo a tutti coloro che oggi non si riconoscono in questo presente. La donna, così, diviene archetipo universale della rinascita e della speranza per un futuro migliore.”
ASEN ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto, gli artisti (Laura Cavagliato, Einnad, Chiara Trabaldo Lena, Erica Marzolla), il Comune di Collegno e gli amici per il supporto e l’affetto dimostratoci.
L’associazione Asen di Torino riprende il ciclo mensile di incontri:
“Pagan Meeting”
Ogni ultimo mercoledì del mese
dalle 19.30 alle 22
Presso il St. Martin Pub (C.so San Martino 0/B)
Torino
Il “Pagan Meeting” è un momento di aggregazione e incontro durante il quale poter discutere liberamente di tutto ciò che concerne la tematica pagana ed esoterica.